You are currently browsing the category archive for the ‘internet e politica’ category.

comunicazione_politica_online_2Come usare la rete per creare un rapporto di fiducia con i cittadini e ampliare il proprio pubblico di sostenitori? Come trasformare la partecipazione online in partecipazione attiva fuori dalla rete?

A queste domande risponde il libro che, per la prima volta, mette insieme l’approccio scientifico e l’esperienza sul campo nella gestione di una campagna elettorale.

Il testo ribalta alcuni luoghi comuni sul web, mostrando ad esempio che la rete non rende le campagne più automatizzate e distanti ma fornisce gli strumenti per farle diventare più vicine e più umane, per rimettere le persone e i rapporti diretti al centro del processo politico.

È uno strumento utile per chi lavora nella comunicazione, non solo in ambito politico, ma anche istituzionale, sociale e aziendale.

La comunicazione politica online
Come usare il web per costruire consenso e organizzare la partecipazione
Carocci editore

In uscita il 24 aprile, prenota la tua copia su Amazon 

Scarica le foto in alta risoluzione

La copertina del libro

L’autore: Gianluca Giansante

Puoi prenotare la tua copia su Amazon o in libreria

amazon

Come ottenere il miglior risultato dall’invio di una mail o da una pagina web? Come aumentare il numero di iscritti a una mailing list o le donazioni? L’errore peggiore che si può commettere nella comunicazione (online) è avere la presunzione di sapere cosa piace alle persone. Il test A/B consente di collaudare due o più versioni di una pagina web, del testo di una e-mail o di qualsiasi altro contenuto.

Durante la campagna del 2012 il team digital di Obama indisse un concorso interno, durato alcune settimane, per premiare il membro dello staff capace di individuare l’e-mail che avrebbe ottenuto i migliori risultati in termini di donazioni fra i tanti diversi messaggi che venivano provati nei test di invio. Nessuno riuscì a indovinare con regolarità. Nemmeno l’e-mail director della campagna, Toby Fallsgraff, che anzi si posizionò agli ultimi posti della classifica (Daigneault, 2013).

Questo aneddoto ci ricorda l’importanza di non lavorare mai con la presunzione di sapere che cosa piace alle persone e di non credere che le proprie preferenze siano assolute. Per questo è importante testare diverse soluzioni prima di compiere una scelta. Anche se le opzioni di test sono molteplici, essenzialmente si usano due tecniche: il test A/B e quelli multivariati.

Il test A/B è semplice e consiste nel collaudare due o più versioni di una pagina web, del testo di una e-mail o di qualsiasi altro contenuto.

Ogni versione viene presentata a un campione e in base ai risultati si sceglie la migliore. È un test che può dare risultati sorprendenti.

La figura mostra due diverse versioni della splash page testata per il concorso Dinner with Barack che metteva in palio, come abbiamo già avuto modo di ricordare, un viaggio gratuito per due persone per partecipare a una cena con il presidente e la first lady Michelle Obama.

Clicca sull'immagine per ingrandire

Clicca sull’immagine per ingrandire

Lo staff aveva a disposizione molte belle foto delle cene precedenti (era un concorso lanciato già nel 2008); tra queste vennero scelte le due riportate nella fig. 12. La prima immagine mostrava Obama seduto, con gli ospiti presi di spalle e poco evidenti. La seconda aveva un’inquadratura più ampia che permetteva di vedere anche Michelle e due ospiti.

Le due versioni vennero testate per valutare se fosse meglio mettere più in evidenza Obama e proporre una foto che dava l’impressione a chi la guardasse di far parte della scena oppure dare maggiore visibilità agli ospiti e far vedere quanto potessero essere vicini al presidente. Il risultato fu chiaro: con la foto di destra le conversioni aumentavano del 19% (Rush, 2013).

Il test A/B è rapido ed economico, consente di ottenere risultati veloci e di prendere decisioni migliori. Ma è anche un test che permette scelte limitate.

Per far fronte a questo limite si possono utilizzare i test multivariati, che servono per collaudare le modifiche a vari elementi di una pagina web, tutti contemporaneamente. Ciascun gruppo del campione vedrà una pagina differente, con diverse combinazioni. Si possono variare contemporaneamente diversi elementi del testo, il titolo, inserire o meno la foto, cambiare i pulsanti. La combinazione dei vari elementi genererà una grande ricchezza di possibilità e consentirà di scegliere la soluzione più efficace, ad esempio quella che porta più iscrizioni alla mailing list.

Spesso i risultati sono sorprendenti e le soluzioni migliori sono molto diverse dalle aspettative iniziali.

Per approfondire il tema dell’uso della rete nella comunicazione politica ti segnalo il libro:
La comunicazione politica online
Come usare il web per costruire consenso e stimolare la partecipazione

Il libro esce il 24 aprile, prenota una copia su Amazon

 

Il libro “la comunicazione politica online” è in uscita il 24 aprile. Prenota su Amazon la tua copia.

La presentazione contiene tutte le foto contenute nel testo “La comunicazione politica online. Come usare il web per costruire consenso e stimolare la partecipazione”.

Nel volume cartaceo le dimensioni e la stampa in bianco e nero impongono dei limiti alla visualizzazione delle immagini.

Qui puoi vedere a colori e in dimensioni maggiori tutte le fotografie e i video citati nel testo e altre immagini che non hanno trovato spazio nel volume per ragioni di spazio.

 

Ciao,

sto scrivendo un testo sulla comunicazione politica online e mi piacerebbe raccogliere il contributo di tanti: di chi lavora nella politica o nella comunicazione, di chi la studia, di chi ne è appassionato.

Mi farebbe piacere ricevere  i tuoi suggerimenti. Leggi il seguito di questo post »

Il mio intervento nel corso della trasmissione Agorà, su Rai Tre, condotta da Gerardo Greco.

gianluca giansante

La giornalista Mia Ceran mi ha chiesto di commentare il progetto Identify Pd avviato dal Partito Democratico: una campagna di ascolto online per chiedere agli elettori del partito come vedono il Pd.

Puoi vedere il video qui: Leggi il seguito di questo post »

Quanti voti porta la rete? E’ una domanda ricorrente a cui si può rispondere facendo riferimento agli analytics, cioè ai dati di traffico generati da una campagna pubblicitaria online o da un’azione di ottimizzazione Seo.

Ma c’è un aspetto più profondo, che viene colto bene da Matteo Rubboli nel suo Social Media Marketing ed è molto valido per la comunicazione politica:

Calcolare il ROI della costruzione della propria identità digitale è molto difficile, ed essere molto precisi sicuramente impossibile. Facendo un esempio calzante, è come cercare di capire quanto renda l’insegna sopra ad un’attività commerciale, come un negozio. Oppure quanto renda tenere pulito e ben ordinato un albergo. E ancora, quanto rende la simpatia del barista del locale sotto casa. E’ impossibile quantificare il ROI di tutti questi esempi, ma è facilmente intuibile che senza questi accorgimenti, bar, hotel e negozi non possano funzionare.

Qui puoi comprare il suo libro: Social media marketing edizione 2013.

 

Sentiamo spesso dire che non basta più ‘lanciare il proprio messaggio in rete’ come si sarebbe fatto in tv, ma che è necessario costruire una relazione con gli elettori. Cosa vuol dire in concreto? Come è possibile farlo? In questo articolo trovi cinque regole semplici che puoi applicare subito

politica online

dal mio blog su Linkiesta

Internet è ormai un protagonista delle nostre vite, secondo le rilevazioni Audiweb oltre l’80% degli italiani tra gli 11 e i 74 anni, 38 milioni, ha accesso a internet.

Si tratta di un dato che ha, chiaramente, un impatto forte sulla politica. È importante, dunque, chiedersi come cambia il rapporto con l’elettore con la maggiore diffusione del web?

Se i media di massa rendevano possibile la comunicazione di un messaggio a migliaia o milioni di persone, con il web è possibile un rapporto diretto con ciascuna persona. Questo implica che non basta più ‘lanciare il proprio messaggio in rete’ come si sarebbe fatto in tv, ma è necessario costruire una relazione con gli elettori.

Cosa vuol dire in concreto? Come è possibile farlo? Spesso si affronta l’argomento in modo teorico, io voglio farlo in maniera pratica, lasciandovi degli strumenti pratici che potete utilizzare subito dopo aver finito di leggere questo articolo.

1. Rispondi ai messaggi

Una regola banale e mi vergogno a scriverla ma viene violata 1 milione di volte al giorno (come dimostrano varie ricerche sul tema, in Italia ad esempio quelle di Sara Bentivegna e Cristian Vaccari), per cui è importante ripeterla.

2. Rispondi alle critiche

Istintivamente si è portati a voler cancellare il dissenso. La gestione dei commenti critici fa paura.

La tentazione è quella di eliminare, di cancellare, ma se si elimina il commento non si cancella il dissenso che c’è dietro.

I commenti negativi rappresentano una grande opportunità, è l’occasione di interagire, di precisare, di chiarire, o quantomeno di portare il proprio punto di vista su un tema controverso.

Aggiungerei un elemento, che mi viene dall’esperienza, la qualità della moderazione, influenza notevolmente la qualità del dialogo e delle interazioni con i cittadini. Una moderazione attenta e rispettosa favorisce un dibattito pacato e corretto.

3. Usa il web per organizzare la partecipazione

Le persone che ti seguono sul web sono molto diverse dal pubblico tv: non devi convincerle a votarti, se ti leggono sul blog o su Facebook probabilmente sono persone a cui piaci o a cui interessi. Puoi usare la Rete, quindi, non per convincere, ma per organizzare la partecipazione, chiedere a chi ti segue sul web di convincere un amico, portare a votare un familiare, fare volantinaggio nel quartiereLeggi il seguito di questo post »

Quanto ha speso Obama per la sua campagna online? Ce lo rivela un’interessante ricerca di ReTargeter.com. Come appare evidente dall’infografica precedente; Obama ha speso quasi il doppio del suo sfidante, Mitt Romney: 56 milioni contro i 26 del candidato repubblicano.

obama spesa pubblicita online

Se guardiamo l’evoluzione della spesa nel tempo notiamo che Obama ha beneficiato della sua posizione di incumbent (candidato uscente), ha infatti avuto una disponibilità economica molto maggiore nelle prime fasi della campagna,  quando Romney era ancora impegnato nelle elezioni primarie e quindi aveva una minore capacità di attrazione rispetto al fundraising. Leggi il seguito di questo post »

Come cambia la comunicazione politica con la diffusione sempre più ampia di internet? Sarà questo il tema del mio intervento in una tavola rotonda organizzata da Pagella Politica alla Luiss Guido Carli.

Parlerò delle nuove forme della comunicazione politica e in particolare del loro impatto sui nativi digitali. Lo farò a partire da un dato interessante.

Il 47% dei giovani della fascia di età 18-24 ha votato Grillo alle utile elezioni politiche, come rivela un’interessante analisi di Lavoce.info.

L’appuntamento è per domani 7 maggio alle 19. Questo il programma completo: Leggi il seguito di questo post »

dal mio blog su Linkiesta

La notizia del giorno è la morte – ovvero l’uccisione da parte dei militari Usa – di Osama Bin Laden.

Per la prima volta a dare la notizia no è stata la tv, ma la Rete e – più precisamente – Twitter. Non sono stati più i giornalisti, ma i lettori di giornali, a fare lo “scoop”.

Twitter è stato, inoltre, il primo canale di informazione che ha diffuso la notizia del discorso del presidente Obama alla nazione.

Leggi il seguito di questo post »

Il libro

Le parole sono importanti (Carocci editore)

Seguimi su Twitter

Chi sono

Gianluca Giansante, ricercatore, formatore e consulente di comunicazione... continua

Iscriviti

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 1.204 follower