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Il libro “la comunicazione politica online” è in uscita il 24 aprile. Prenota su Amazon la tua copia.

La presentazione contiene tutte le foto contenute nel testo “La comunicazione politica online. Come usare il web per costruire consenso e stimolare la partecipazione”.

Nel volume cartaceo le dimensioni e la stampa in bianco e nero impongono dei limiti alla visualizzazione delle immagini.

Qui puoi vedere a colori e in dimensioni maggiori tutte le fotografie e i video citati nel testo e altre immagini che non hanno trovato spazio nel volume per ragioni di spazio.

 

Questo post riprende e amplia un articolo che ho pubblicato su Il Sole 24ore (pagina 5 del 27 febbraio 2014)

renzi comunicazione
Fanno discutere e dividono l’opinione pubblica i discorsi con cui Matteo Renzi ha chiesto la fiducia al Senato e alla Camera. C’è chi ne mette in luce l’immediatezza e la chiarezza, chi invece sottolinea la genericità delle proposte e l’eccesso di informalità del premier. Al di là degli aspetti più evidenti un’analisi linguistica dei discorsi alle Camere mette in luce alcuni elementi più profondi della strategia di comunicazione di Renzi, dal ricorso ai giochi di parole all’appello alle emozioni. Proviamo ad analizzarne alcuni e a capire se risultano efficaci.

1. La semplicità come elemento distintivo. Una caratteristica chiave del linguaggio di Renzi è la estrema semplicità, la capacità di farsi capire da tutti. I termini usati sono di uso comune, le parole vengono scandite a voce alta e in modo chiaro. Siamo lontani anni luce dalle parole trascinate, pronunciate velocemente e a voce bassa da Bersani.

I concetti più importanti sono ripetuti più volte da Renzi. Il suo è uno stile quasi didattico, molto lontano dal sinistrese, la lingua tristemente famosa parlata da molti politici di centrosinistra, infarcita di termini tecnici, per addetti ai lavori.

La chiarezza viene portata all’estremo quando Renzi scandisce il suo impegno per “uno sblocco TO-TA-LE, non parziale, TO-TA-LE dei debiti della Pubblica Amministrazione”.

2. Un discorso elettorale. Molto osservatori hanno notato che Renzi non ha parlato al Senato ma al Paese. Con il suo discorso non ha chiesto la fiducia al Senato ma ai cittadini.

Non a caso il discorso conteneva molti elementi comuni ai discorsi elettorali. Ad esempio il tema del “paese al bivio”, dell’urgenza di prendere delle decisioni per non rischiare mali peggiori.

3. Giochi di parole, come sempre. Una caratteristica ricorrente dei discorsi di Renzi è l’ampio ricorso a figure di parola. Ad esempio la contrapposizione paese “finito” e “paese infinito” o fra “mercati rionali” e “mercati finanziari”, come quando dice: «se in questi anni avessimo prestato ai mercati rionali lo stesso ascolto che abbiamo prestato ai mercati finanziari, ci saremmo accorti che la prima richiesta è la richiesta di semplicità, di pace, di chiarezza».

Su questo tema vale la pena ricordare quanto scriveva di recente la semiologa Giovanna Cosenza: “esagerare con le figure retoriche (specie quelle di parola) rende non solo lezioso il discorso, ma lo svuota, lo fa apparire tanto più vacuo quante più figure usi”.

4. Tracce di Programmazione Neurolinguistica. Renzi preferisce parlare in positivo, guardare alle soluzioni piuttosto che ai problemi. Invita la televisione e la politica uscire “dal coro della lamentazione” che fa sembrare tutto brutto in Italia e bello all’estero. Si tratta di un atteggiamento che rivela il suo retroterra culturale, ancora più evidente se osserviamo una delle sue citazioni: “la differenza tra sogno e obiettivo […] è una data”. Si tratta di una frase attribuita a Walt Disney Leggi il seguito di questo post »

Spesso si pensa che per essere convincenti sia sufficiente “dire le cose come stanno”.

Ma chiunque abbia provato a convincere una persona che aveva un’opinione diversa dalla sua si sarà accorto che per quanti fatti, ragioni, dati, statistiche gli presentasse, quella persona rimaneva della sua opinione.

Questo accade perché i meccanismi di funzionamento della mente umana sono un po’ diversi dalla rappresentazione che il modello del razionalismo illuminista ci ha proposto.

In questa presentazione troverai alcuni strumenti che puoi usare per aumentare l’efficacia dei tuoi discorsi e che puoi usare non solo in ambito politico, ma anche nel contesto aziendale o a casa, con il tuo partner o i tuoi figli.

 

Se hai trovato interessante questa presentazione puoi approfondirla leggendo “Le parole sono importanti“, un testo che approfondisce le tecniche per la costruzione del consenso e la creazione di messaggi comprensibili, convincenti e che non si dimenticano.

Se non visualizzi la presentazione puoi vederla qui: http://www.slideshare.net/gianlucagiansante/comunicazione-politica-efficace-27706723

Come è cambiato il modo di parlare dei politici? Come si costruiscono i discorsi e gli slogan? Qual è il rapporto tra la parola del potere e quella letteraria?

Ne ho parlato oggi a Fahrenheit su Rai Radio Tre insieme a Gabriele Pedullà, docente di Letteratura italiana presso l’università di Teramo e a Simone Barillari, autore de Il Re che ride (Marsilio).

Ascolta la trasmissione qui 

La nuova strategia moderata di Di Pietro, il linguaggio della Lega, le punzecchiature fra Bersani e Vendola, il futuro della destra e i prossimi passi di Berlusconi. Sono stati gli argomenti di un’ampia intervista che ho rilasciato a Giovanni Marinetti per Il Futurista.

La puoi leggere qui

Il libro

Le parole sono importanti (Carocci editore)

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Chi sono

Gianluca Giansante, ricercatore, formatore e consulente di comunicazione... continua

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